Il blog dei Giovani Camerati

“Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere”

Archivio per 29 Giugno 2008

Lettera di Antonio Di Pietro a Grillo riguardo Berlusconi

Pubblicato da lsmessina su Giugno 29, 2008

Antonio Di Pietro su Berlusconi: “Magnaccia!”.
Berlusconi su Antonio Di Pietro: “Mascalzone!”

Caro Beppe,
ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.
Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualità di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.
Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna è insufficiente. E’ più corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.
La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio. Il divieto di pubblicare le intercettazioni una volta depositate in tribunale a disposizione delle parti, e quindi di fatto già pubbliche, impedirebbe di venire a sapere di Parmalat o dei furbetti del quartierino. Il giornalista che pubblicasse le intercettazioni finirebbe in carcere, il suo editore chiuderebbe e chi ha compiuto il crimine non dovrebbe rispondere all’opinione pubblica. Con questa legge, negli Stati Uniti non ci sarebbe stato il Watergate e Nixon non avrebbe rassegnato le dimissioni. L’Italia dei Valori proporrà un grappolo di referendum per l’abrogazione di queste leggi contro la democrazia, se necessario promuoverà azioni di disobbedienza civile come la pubblicazione degli atti giudiziari. Nessuno può più rimanere a guardare.
L’otto luglio a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona, in contemporanea con l’iter di approvazione della legge sulle intercettazioni, l’Italia dei Valori insieme a esponenti della società civile ha indetto una manifestazione per la libertà di espressione e per la giustizia.” Antonio Di Pietro

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Nuovo Ordine Nazionale (NON)

Pubblicato da lsmessina su Giugno 29, 2008

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Stati Uniti: i bianchi “marciano” verso la scomparsa – Pino Rauti

Pubblicato da lsmessina su Giugno 29, 2008

Ancora non si può dire come finirà il tentativo di Obama di conquistare la Casa Bianca (si vota a novembre) ma un fatto è certo; che la candidatura di Obama ha messo clamorosamente in luce che l’andamento demografico sta cambiando nel profondo gli Stati Uniti, dove – per riassumere – “i bianchi stanno diventando la minoranza” e tali saranno – prevedono le statistiche – nel 2050. Nei prossimi 30/40 anni, seguiamo ancora i dati statistici, la percentuale di ispanici salirà al 29% e quella degli asiatici al 9%. E così l’America del Nord si trasformerà – scrive D.R. su “Il Sole 24 Ore” – in un Paese ” ancora più etnicamente diverso, e sempre più simile alla California, lo Stato in cui queste trasformazioni demografiche si sono già verificate da anni. Le proiezioni del Pew Research Center confermano che la crescita demografica negli Stati Uniti sarà trainata dall’immigrazione. Ancora qualche altra cifra sulla quale riflettere: la popolazione americana crescerà a 438 milioni di abitanti; ma l’ 82% dei nuovi cittadini americani saranno immigranti, o i loro figli. Anzi, la percentuale di immigranti in questa “nazione di immigranti” raggiungerà il livello più alto in assoluto: nel 2050 un americano su cinque sarà nato all’estero. I trend demografici delineati da “Pew Research Center” per i prossimi 40 anni potrebbero avere un impatto sul controverso dibattito sull’immigrazione, uno dei temi scottanti di questa campagna presidenziale. L’aumento dell’immigrazione in termini assoluti e percentuali assicurerà infatti la crescita della forza lavoro di età compresa tra i 18 e i 64 anni; senza l’apporto dei nuovi arrivi, la forza lavoro americana sarebbe destinata a scendere di 7 milioni, alterando sensibilmente la proporzione tra popolazione attiva e pensionati. E ancora: anche gli Stati Uniti sono, come avviene in tutto il mondo occidentale, una “Nazione che sta invecchiando” (la percentuale della fascia di età superiore ai 65 anni salirà infatti dal 12% di oggi al 19% nel 2050), l’onere fiscale relativo alla spesa sociale e sanitaria che ricade sulla classe lavoratrice potrà quindi essere alleviato grazie all’aumento del numero di immigranti. Abbiamo detto, che occorre riflettere su queste cifre; che dal nostro punto di vista richiederebbero anche negli Stati Uniti una politica “famiglia-demografia” quale quella che auspichiamo da anni per l”Italia ma, ancor meno che da noi, chi la farà laggiù una battaglia di questo genere in una società immersa fino al collo nella mitologia della ricerca del massimo profitto?

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Mario Borghezio – Lo Stop al censimaneto dei Rom non viene dal Commissario Ue

Pubblicato da lsmessina su Giugno 29, 2008

“Le dichiarazioni divulgate, attraverso un’agenzia, da alcuni organi di informazioni italiani non provengono affatto dal Commissario competente per materia, ma semplicemente dal portavoce del Commissario Orban, incaricato per il multilinguismo, l’italiano Petrucci. A ciò si aggiunge il fatto che, in tutta evidenza, chi fa circolare preventivamente queste critiche non ha la più pallida idea ne’ dell’esatto contenuto del provvedimento predisposto dal ministro Maroni, né tanto meno della prassi in uso da tempo, da parte della stessa magistratura per i minori per l’identificazione dei minori stranieri, anche attraverso esami antropometrici”. Lo afferma il capo-delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio. “Siamo di fronte -aggiunge- ad una tempesta in un bicchier d’acqua: un’evidente montatura politica innescata da esternatori che, come ben denunciato di recente dal presidente Berlusconi, non contribuiscono certo a dare dell’operato della Commissione europea un’immagine di serietà e affidabilità”.

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Censimento Rom, Fiore (FN):passo obbligato ideato da Forza Nuova

Pubblicato da lsmessina su Giugno 29, 2008

In merito alle polemiche suscitate dall’idea di effettuare un censimento dei rom presenti in Italia, l’Onorevole Roberto Fiore di Forza Nuova commenta:”censire i rom in Italia è un passo che non è mai stato fatto in precedenza e che si rivela obbligato per stabilire correttamente le dimensioni della questione rom. Non si possono trovare soluzioni al problema se non ne si stabilisce preventivamente la portata. In Italia dopo il censimento bisognerebbe introdurre il reato di nomadismo”. Per quanto riguarda la schedatura dei bambini, secondo Fiore “sono state spese molte parole a vanvera per un’azione di legittimo controllo: Forza Nuova è critica nei confronti
dell’attività in materia di immigrazione del Governo, che non ritiene affatto adeguata ad incidere realmente sul problema nomadi perché troppo debole, ma non può che approvare l’identificazione dei bambini rom, un provvedimento indicato – come altri ripresi dall’esecutivo – nel nostro programma. E’ una misura necessaria per tutelare i bambini stessi che sono fatti oggetto di traffici vari proprio perché non ben identificati.”
Ieri l’ On Mussolini, neo eletta Presidente della Commissione Infanzia, ha dichiarato voler andare a fondo sulla questione bambini Rom: Fiore concorda con il fatto che non ci si può nascondere di fronte a questo disastro sociale e morale. Finché sono in Italia (e meno ci stanno meglio è) i rom sono soggetti alla Legge italiana ed ai costumi civili del nostro Paese.

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