Il blog dei Giovani Camerati

“Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere”

Archivio per 3 Luglio 2008

Ragazzina stuprata sull’autobus

Pubblicato da lsmessina su Luglio 3, 2008

Presa con la forza dal branco, trascinata in fondo all´autobus, palpata e costretta dal capo del gruppo, un ragazzo di 16 anni, a subire atti sessuali, mentre in tre la mantenevano e gli altri otto, seduti intorno, ridevano. La vittima è una quindicenne, studentessa di Bari, che dopo essere riuscita a scappare ha poi trovato il coraggio di indicare alla polizia il suo stupratore: «È lui, è stato lui», ha detto.
È successo martedì scorso, poco dopo le 19, in un mezzo pubblico occupato in buona parte dal gruppetto di minorenni e diretto a sud del capoluogo, nella ex frazione Torre a mare dove la studentessa incontrava quotidianamente gli amici. Lei, seduta avanti, si teneva ben distante da quei bulli e soprattutto dal sedicenne che già lunedì nello stesso autobus le aveva toccato il seno.
Appena il bus è arrivato fuori Bari, lui l´ha presa alle spalle e l´ha portata sui quattro sedili di dietro senza che nessun altro provasse a difenderla. L´ha costretta a stendersi e si è messo sopra di lei, mimando un rapporto completo. Poi si è abbassato i pantaloni e le ha stretto la faccia, mentre il branco rideva divertito e gli altri passeggeri viaggiavano nell´indifferenza generale. A quel punto, lei è riuscita a divincolarsi ed è scappata, scendendo alla prima fermata utile.
Mentre fuggiva lui le ha anche tirato un calcio, facendola cadere, e l´ha minacciata dicendo: «Tanto prima o poi ti becco e mi devi fare quello che voglio». È proprio per questa frase che gli investigatori, diretti dal capo della Mobile Luigi Liguori hanno ritenuto ci fosse il concreto pericolo di reiterazione del reato e quindi che fosse necessario fermarlo con l´arresto.
Gli agenti, chiamati dal personale dell´Amtab, hanno raggiunto il gruppetto di giovani al capolinea del bus dove si intrattenevano chiacchierando tranquillamente. Dopo averli interrogati e grazie anche al riconoscimento della ragazzina, il 16 enne, figlio di un pregiudicato e studente all´istituto alberghiero, è stato arrestato con l´accusa di violenza sessuale e condotto in Questura. Lì ha continuato a ostentare un atteggiamento arrogante, da vero capobranco: «Da qui io me ne vado – ha ripetuto – Non me ne frega niente di quello che dite». Gli altri tre compagni di avventura, indicati dalla vittima come coloro che la mantenevano ferma sui sedili, sono stati denunciati per favoreggiamento.

I Camerati tornano a parlare, nonostante la censura del nuovo “regime democratico”! I Camerati dicono basta alla violenza sulle donne! I Camerati vogliono rinchiudere certa gente nei campi di lavoro! Non meritano altro! Basta degrado! Basta democrazia! Basta bullismo e mafia!

Italiani, svegliatevi! Ritrovate l’ orgoglio e difendete la nazione!

Dio, Patria, Famiglia!

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Valle dei templi ai privati, coro di polemiche

Pubblicato da lsmessina su Luglio 3, 2008

Quei lanci d´agenzia cadono come un macigno sul capo di Rosalia Camerata Scovazzo, presidente dell´ente parco Valle dei templi. Suscitano imbarazzo, c´è poca voglia di parlare. Ma l´ex sovrintendente di Agrigento non può esimersi da un breve commento sulla proposta choc dell´assessore al Beni culturali Antonello Antinoro: privatizzare la Valle. Per ora è poco più di un´idea, certo, ma Antinoro sta già scrivendo una relazione sull´argomento per la giunta di Palazzo d´Orleans. «Non ne so niente, non ne sono neppure stata informata», sibila la Camerata Scovazzo malcelando il disappunto. «Attendo il provvedimento prima di fornire una valutazione più precisa. Ma una cosa è sicura – afferma il presidente del parco – la tutela dei beni culturali non è delegabile. Parlo, ovviamente, per linee generali. Chi paga un canone per sfruttare dei beni lo fa solitamente a vantaggio delle proprie tasche, non della collettività».
Fa già discutere, l´iniziativa di Antinoro. Inevitabilmente. «Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent´anni. Penso ad esempio alla Valle dei templi o al teatro greco di Siracusa», afferma l´assessore, uno degli uomini forti dell´Udc di Cuffaro in Sicilia, trentamila voti alle ultime elezioni regionali.
Al piano l´assessore sta lavorando con Adele Mormino, il suo capo di gabinetto che da anni, come soprintendente dei beni culturali di Palermo, lavora per la tutela e la valorizzazione dei monumenti siciliani. «In cambio della gestione del nostro patrimonio artistico – dice Antinoro – i privati dovranno garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell´indotto. Penso alle strade o a un certo numero di alberghi. Nel caso della Valle dei templi potremmo chiedere ai privati di migliorare la strada statale Palermo-Agrigento e un eliporto».

Ma non si ferma qui, l´assessore. E, in un´intervista rilasciata al sito www.ilovesicilia.info, allunga la lista dei monumenti da privatizzare: «Potrebbero essere inseriti anche il teatro antico di Taormina, Selinunte o la Cappella Palatina. Ma l´elenco dei siti dovrà essere concordato con l´assessorato regionale al Turismo». E Antinoro aggiunge: «Potremmo affidare a privati anche gruppi di opere, in cambio della realizzazione di un museo per ospitarle in Sicilia».
È una proposta che riapre le polemiche attorno alla Valle dei templi, considerato patrimonio dell´umanità dall´Unesco ma indicata a torto a ragione, da anni, come il simbolo dell´aggressione del cemento alle bellezze monumentali del Paese. E salita alla ribalta, di recente, per piccoli e grandi disservizi. L´anno scorso, di questi tempi, l´irrigidimento burocratico dei custodi – che non fecero entrare 38 bimbi stranieri perché il biglietto gratuito era previsto solo per i minori appartenenti all´Ue – fece gridare al razzismo politici di ogni schieramento e di ogni latitudine.
In Sicilia, dove capita non di rado che i turisti si trovino di fronte ai cancelli dei monumenti chiusi, è la privatizzazione la soluzione alla cattiva gestione? Non ci crede il Pd: «È un paradosso che nella regione che ha il più altro numero di dipendenti, si pensi di affidare i beni pubblici a soggetti privati», dice Filippo Panarello, vicepresidente della quinta commissione Beni culturali dell´Ars. «Prima di lanciare ipotesi falsamente innovatrici – prosegue l´esponente del partito democratico – l´assessore Antinoro farebbe bene a spiegare come viene utilizzato il personale attualmente in carico alla Regione: oltre ai dipendenti di ruolo vi sono, infatti, articolisti, lsu, e dipendenti della società mista Arte e Vita. Il personale non manca, bisogna semmai individuare le disfunzioni organizzative e combattere sprechi e clientelismi, per mettere in piedi un credibile piano di fruizione dei nostri beni culturali che deve prevedere innanzitutto orari di apertura più ampi, anche nei giorni festivi».

I Camerati sono assolutamente contrari ad una cosa del genere! L’ economia va salvaguardata, come nel Ventennio, non distrutta, come accade ora!

E ci torna a mancare lui, il Duce, ci mancano i tempi di quando i criminali andavano a finire in galera, non in parlamento, come oggi!

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BETANCOURT LIBERA, L’ABBRACCIO AI SUOI

Pubblicato da lsmessina su Luglio 3, 2008

BOGOTA’ – Dopo sei anni Ingrid Betancourt ha riabbracciato oggi i figli arrivati a Bogotà. L’ex ostaggio, liberata ieri, ha salito la scaletta dell’aereo insieme alla madre.
La Betancourt è poi entrata nell’aereo fermo sulla pista. Sorridente, ha abbandonato oggi l’uniforme mimetica che indossava ieri per un tailleur pantalone. I capelli raccolti in una lunga treccia.
Sull’immediato futuro della ex rappresentante verde, il quotidiano francese Le Figaro scrive che Betancourt ha detto per telefono la scorsa notte al presidente francese Nicolas Sarkozy di voler rientrare in Francia al più presto possibile. Anche la moglie di Sarkozy, Carla Bruni, ha parlato stanotte con l’ex ostaggio, che l’ha ringraziata per la marcia di solidarietà organizzata a Parigi il 6 aprile scorso. Per il momento non si sono appresi ulteriori particolari sull’operazione, completamente ‘pacifica’, che ha portato alla liberazione di Betancourt e di altri 14 ostaggi, ma secondo quanto ha assicurato il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos è stata “al 100% made in Colombia”. Rispondendo durante una conferenza stampa notturna ad un giornalista che gli chiedeva sul ruolo giocato dagli Usa nella vicenda, Santos ha risposto categoricamente: “Nessuno (…). Questa è stata una operazione colombiana al 100%”.
Ovviamente, ha concluso, noi “abbiamo informato previamente l’ambasciatore statunitense a Bogotà William Brownfield perché il presidente (Alvaro) Uribe si era impegnato con il collega George W. Bush a comunicare ogni iniziativa riguardante la liberazione degli ostaggi statunitensi” che pure hanno ritrovato ieri la libertà. Le reazioni in tutto il mondo sono state di grande soddisfazione per la conclusione della vicenda. A proposito delle Farc oggi, all’indomani dell’indubbio successo delle forze armate colombiane, il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha detto di pensare che le Farc si trovino in una situazione di “debolezza molto grande”. “Non c’é alcun dubbio che le Farc stiano per perdere la battaglia – ha affermato Moratinos – e che si trovano in una situazione di debolezza molto grande, senza leader e senza possibilità di trovare una via d’uscita militare”.

RINGRAZIO DIO E L’ESERCITO – Con una operazione militare basata sull’inganno e l’intelligence, l’esercito colombiano ha liberato oggi a Ingrid Bentacourt e altri 14 ostaggi in mano alle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), prelevandoli dalla giungla nel sud del paese senza sparare un solo colpo, e riportandoli alla capitale sani e salvi.
L’”Operazione Scacco”, come è stata spiegata dal ministro della Difesa Juan Manuel Santos e confermata dalla testimonianza della stessa Betancourt, è partita da una infiltrazione del vertice delle Farc, grazie alla quale è stato inviato un falso messaggio al gruppo di guerriglieri che detenevano il gruppo di ostaggi. Nel messaggio, come ha raccontato il generale Jaime Padilla, si comunicava che gli ostaggi dovevano essere trasportati a una nuova località, per passare sotto il controllo del comandante delle Farc, Alfonso Cano. Così è stato inviato un elicottero per raccogliere gli ostaggi, guidato da militari colombiani.
La stessa Betancourt ha raccontato che solo quando, salita sull’elicottero con gli altri ostaggi, si è sentita dire dai militari “siamo dell’esercito nazionale, siete liberi” ha capito quello che era successo, ed è scoppiata in lacrime. L’ex candidata presidenziale ha definito “impeccabile” e “perfetta” l’operazione militare, sottolineando che “non c’é stato un solo sparo” e chiedendo perfino ai comandanti delle Farc di non prendere misure di rappresaglia contro i guerriglieri che hanno consegnato gli ostaggi all’esercito: “sono innocenti, non sapevano quello che facevano”. Mentre i tre ostaggi americani ripartivano verso il loro paese, gli altri ostaggi sono stati portati alla base militare di Catam, nei dintorni di Bogotà: Ingrid Betancourt è stata la prima a scendere dall’aereo, e ai piedi della scaletta ha abbracciato la madre, Yolanda Pulecio.
Apparentemente in buona forma – lei stessa ha chiarito che le immagini diffuse nel febbraio scorso la mostravano mentre era convalescente – e visibilmente emozionata, indossando una uniforme mimetica (“sono solo un piccolo soldato”) e coi capelli raccolti in trecce, la Betancourt ha parlato a lungo, sulla pista della base militare di Catam.
“Prima di tutto – ha detto – voglio ringraziare Dio e i soldati della Colombia”. “Credo – ha aggiunto – che la liberazione degli ostaggi “sia un segnale di pace per la Colombia”. La Betancourt ha anche espresso la sua gratitudine per l’appoggio datole dai media internazionali: “Devo molto ai mezzi di comunicazione, se non fosse per loro, forse adesso non sarei viva”, ha detto alternando frasi in francese ad altre in spagnolo. La Betancourt ha voluto ricordare anche la sorte degli altri ostaggi in mano alle Farc ed a altri gruppi armati colombiani, vivi o morti. Agli ostaggi in mano alle Farc, ha promesso che “vi porteremo tutti fuori”, aggiungendo che “dobbiamo ricordare anche chi non è tornato, chi non potrà più tornare”, ha aggiunto, includendo nel suo pensiero tanto i sequestrati in mano a gruppi guerriglieri, che li usano come moneta di scambio per accordi umanitari, come quelli “sequestrati per profitto” Ingrid ha avuto anche un pensiero particolare per la Francia, la sua seconda patria, nelle sue dichiarazioni dopo la liberazione: ha usato varie volte il francese, ringraziato il presidente Nicolas Sarkozy e ricordato come all’alba di oggi, quando era ancora prigioniera, dopo aver recitato il rosario ha ascoltato alla radio un messaggio del suo ex marito, Fabrice Delloye nel quale le raccontava della sua immagine eretta in cima al Monte Bianco.

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L’avv. Massimiliano Catanzaro nuovo Commissario Provinciale della Federazione

Pubblicato da lsmessina su Luglio 3, 2008

Giuseppe Bonanno Conti , Segretario Regionale di Forza Nuova, in accordo con il Segretario Nazionale On. Roberto Fiore, finita la lunga maratona elettorale, ha nominato a decorrere da martedì 1 luglio 2008 nuovo Commissario Provinciale di Forza Nuova Catania l’avv. Massimiliano Catanzaro.
Mercoledì 2 luglio alle ore 20,15 presso la Federazione Provinciale di Catania in via Luigi Sturzo n° 235 il nuovo Commissario Provinciale M. Catanzaro ha incontrato gli Iscritti e i Simpatizzanti per tracciare le prime linee per l’organizzazione del movimento, per organizzare il tesseramento 2008 e per presentare le prossime iniziative sul territorio.
Al nuovo Commissario Provinciale di Catania vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutta la Segreteria Regionale di Forza Nuova Sicilia.

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