Quarantuno persone sono morte e più di un centinaio sono rimaste ferite oggi in Afghanistan quando un kamikaze ha fatto esplodere un’autobomba davanti all’ambasciata indiana, in pieno centro della capitale Kabul. Lo si è appreso da fonti ufficiali. L’edificio dell’ambasciata è stato seriamente danneggiato e almeno quattro vetture sono state distrutte dalla potente esplosione.
L’India è considerata una fedele alleata del governo afghano. Né l’ambasciatore indiano né alcun altro diplomatico di alto rango è stato colpito. Secondo Nuova Delhi, però, tra i morti figurano l’addetto militare, un generale, un diplomatico e due guardie di sicurezza, tutti indiani. L’attentato ha provocato le dure reazioni della Casa Bianca e della Commissione Ue. “Si tratta per la maggior parte di civili che aspettavano di entrare nella sede diplomatica per ottenere il visto, sono rimaste uccise”. Lo ha riferito un portavoce del ministero dell’interno.
E’ il bilancio più pesante per un attentato nella capitale afghana da quando è cominciata l’insurrezione dei taleban contro il governo Karzai. All’organizzazione dell’attentato, secondo il ministero dell’interno afghano, hanno collaborato servizi segreti della regione. E’ una implicita accusa ai servizi segreti pachistani, o almeno ad alcuni settori dell’intelligence di Islambad, che il governo Karzai considera da tempo fiancheggiatori dei taleban. Sempre oggi un soldato canadese della Nato è stato ucciso da una bomba esplosa al passaggio della sua pattuglia nel sud dell’Afghanistan. La vittima era un membro del personale medico dell’esercito. La giornata ha fatto registrare anche l’aumento del bilancio delle vittime dell’attentato kamikaze di ieri sera ad Islamabad, in Pakistan, al termine della manifestazione commemorativa dei “martiri” della moschea rossa. I morti sono ora almeno 19, tra i quali 14 poliziotti, mentre fino a ieri sera erano 15 secondo la polizia.
“Condanniamo questo inutile atto di violenza ed offriamo le nostre sincere condoglianze ai familiari delle vittime”, ha detto oggi il portavoce della Casa Bianca Goedon Johndroe. “Gli estremisti continuano a mostrare la loro indifferenza per la vita umana e la loro disponibilità ad uccidere i loro compagni musulmani e tutte le altre persone”, ha detto il portavoce americano. “Gli Stati Uniti sono al fianco della gente dell’Afghanistan e dell’India nell’affrontare questo comune nemico”, ha concluso il portavoce della Casa Bianca.
Archivio per 7 Luglio 2008
ATTENTATO A KABUL, OLTRE 40 MORTI
Pubblicato da lsmessina su Luglio 7, 2008
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Pakistan, esplosione a Moschea Rossa: 20 i morti. Un ragazzo l’attentatore
Pubblicato da lsmessina su Luglio 7, 2008
E’ salito a 20, tra i quali 15 poliziotti, il bilancio delle vittime dell’attentato kamikaze di ieri sera ad Islamabad al termine della manifestazione commemorativa dei “martiri” della moschea rossa. Lo scrive il giornale pakistano The News. Oltre 40 i feriti, tra i quali alcuni in maniera grave, per cui si teme che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. Il quotidiano, insieme alla televisione Geo Tv, riporta una dichiarazione del ministro degli interni Reheman Malik, il quale ha detto che gli investigatori hanno trovato parti del corpo dell’attentatore e che, con molta probabilità, si tratta di un giovane di 15-16 anni vestito alla maniera di Peshawar, la città nel nord ovest del paese, dove l’esercito pachistano è impegnato da mesi in operazioni contro i talebani e gli infiltrati di Al Qaeda, che vogliono instaurare nell’area la sharia, la legge islamica.
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Donna kamikaze a Baquba, numerose vittime
Pubblicato da lsmessina su Luglio 7, 2008
Almeno nove persone, tra cui diverse donne e bambini, sono morte e 12 altre sono rimaste ferite questa mattina nella città irachena di Baquba quando una attentatrice suicida si è fatta saltare in aria in un mercato popolare. Lo ha riferito una fonte di polizia della provincia di Diyala, di cui Baquba è il capoluogo, precisando solo che l’attentato è stato messo a segno nel centrale quartiere di al Mafraq. Negli ultimi sei mesi sono almeno 16 le donne kamikaze, alcune non irachene, che si sono fatte esplodere nella provincia di Diyala. L’ultimo attentato di questo tipo risale al 22 giugno, quando un’attentatrice suicida ha fatto esplodere la carica che aveva indosso provocando la morte di 15 persone ed il ferimento di altre 35, ancora una volta nel centro di Baquba, 66 chilometri a Nord di Baghdad.
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FALSI CERTIFICATI PER USCIRE DAL CARCERE, 12 ARRESTI A ROMA
Pubblicato da lsmessina su Luglio 7, 2008
Certificavano tossicodipendenze e alcolismo per consentire ai detenuti, appartenenti alla criminalità comune e organizzata, di tornare in libertà e sottrarsi così all’esecuzione delle condanne. E’ quanto ha scoperto la Squadra mobile di Roma, che ha arrestato 12 persone. Secondo quanto si è appreso, tra gli arrestati vi sono medici compiacenti che, dietro compenso, certificavano inoltre la frequenza di programmi di riabilitazione che consentiva agli ex detenuti di potersi muovere liberamente, fornendo loro anche l’alibi in caso di reati commessi durante i permessi.
Sono due i medici arrestati dalla Squadra mobile di Roma nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha scoperto il giro di false certificazioni fornite ad esponenti della criminalità per poter uscire dal carcere. Uno dei medici era in servizio day hospital di psichiatria del Policlinico Gemelli di Roma. Proprio nell’ospedale romano sono state sequestrate dalla polizia decine di cartelle cliniche per poter ricostruire il giro dei falsi certificati medici. Un’assistente sociale, ha accertato la Squadra mobile di Roma, che svolgeva funzioni di segreteria presso il day hospital di psichiatria, aveva il ruolo di fissare gli appuntamenti e stabilire il costo delle false certificazioni.
TARIFFA 1.000 EURO – Mille euro per ottenere un falso certificato medico che consentiva di uscire dal carcere. E’ quanto ha accertato la procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta culminata stamani nell’arresto di 12 persone. Tra questi Colombo Taranto, responsabile dell’ambulatorio psichiatrico per alcolisti e tossicodipendenti del Policlinico Gemelli, e l’assistente Paola Di Nasci. Tra i destinatari della ordinanze di custodia cautelare anche un noto esponente della malavita di Ostia, Carmine Fascioni. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Diana De Martino. Nelle false certificazioni venivano annotate depressioni, stati di alcolismo e tossicodipendenza che venivano utilizzati dai destinatari per legittimare la loro incompatibilità con il regime carcerario. I reati contestati agli indagati, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione al falso in atto pubblico, dal falso in atti destinati alla autorità giudiziaria all’abuso d’ufficio.
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