Il blog dei Giovani Camerati

“Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere”

Archivio per 18 Luglio 2008

A lume di ragione – di Rutilio Sermonti

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

Si suol dire che l’Uomo è superiore a tutti gli altri esseri viventi, sol perché possiede la ragione. E’ un concetto assai rozzo e riduttivo, che porta a concezioni ed anche a conseguenze pratiche pregiudizievoli. Non si può infatti negare che, se è vero che la ragione umana è qualcosa di assai più vasto e complesso degli “istinti” innati che regolano i comportamenti degli animali, è anche vero che essa è tutt’altro che infallibile come invece lo sono quelli, Ne consegue che anche i più umili tra gli animali si comportano sempre nel modo migliore che loro sia dato per la conservazione di se stessi e della loro specie, mentre l’Uomo, con la sua superiore ragione, è l’unico capace di operare per il danno proprio e dei suoi simili e di distruggere persino le proprie risorse di vita, tutte cose sommamente … irragionevoli. Come si spiega ? E -si noti- più l’Uomo, grazie alla sullodata ragione, “progredisce”, peggio vanno le cose. Gli animali seguono una dieta alimentare perfettamente consona al loro metabolismo; l’Uomo sa tutto di proteine, lipidi e carboidrati , ma si abbuffa di autentiche schifezze. per lui assai nocive Gli animali esercitano per tutta la vita le loro doti fisiche, l’uomo civile le sacrifica tutte alla pigrizia. Gli animali sono di regola sani ed efficienti; l’Uomo ragionante è un malato longevo.
Gli animali vivono liberi, in quanto ognuno è capace di procurarsi il necessario, da solo o unito ad altri suoi simili; l’Uomo moderno dispone invece di una enorme quantità di aggeggi che ritiene “necessari”, ma nessuno di questi saprebbe farsi da sé, ed è quindi tutto-dipendente. Gli animali sociali possiedono un sicuro istinto per la scelta del capo-branco; gli uomini civili hanno inventato il sistema per essere governati dai peggiori, e cioè l’assurdo gioco in cui vincono soltanto i bari (detto democrazia). Ma è inutile continuare a enumerare le prodezze della “ragione”, nelle quali sguazziamo da mane a sera. Stando ai risultati, si sarebbe portati a pensare che il famoso libero arbitrio sia un difetto, più che un pregio, e il mito della cacciata dal paradiso terrestre assume un desolante significato. Anche quella ,però, è una scappatoia dialettica.
A lume di semplice ragione, possiamo definire la ragione stessa come la capacità di elaborare le dirette percezioni sensoriali, deducendone alcune “nozioni”, a loro volta utili come regole di comportamento. La reazione più semplice agli stimoli è, per vero, l’associazione di un atto con una sensazione di piacere o di dolore. Si tratta dei cosiddetti “riflessi condizionati” pavloviani, sui quali esiste una vastissima e minuziosa letteratura. Il lupo che addenta un porcospino e si punge dolorosamente le fauci, assocerà quel dolore all’odore e all’aspetto dell’Insettivoro e si asterrà dal reiterare il tentativo non solo con quell’individuo, ma anche con gli altri olfattivamente ed otticamente simili. E’ già una generalizzazione. Siamo però ancora al disotto del concetto corrente di “ragione”, in quanto il nesso associativo tra il dolore e la causa di esso è diretto, e non ha bisogno di alcuna elaborazione mentale, e quindi non può portare né ad applicazioni sillogistiche né a ciò che definiamo “concetti”.
Tuttavia, non si può negare che esista, anche in alcuni animali, perfino considerati inferiori (come i pesci), qualcosa di più. o almeno di diverso. Non si vuol alludere ai notissimi abbozzi e barlumi di processi “logici”, come quello del Chimpanzè che pone una cassetta sull’altra per impadronirsi della banana pendente dall’alto, né alle stupefacenti facoltà mentali di alcuni Delfinidi, per tacere del nostro amico cane. A ben vedere, potremmo considerare abbozzi di processi mentali anche le capacità di “apprendimento” per imitazione degli adulti, diffusissime e indispensabili alla vita tra i cuccioli di molti Mammiferi e i pulcini di molti Uccelli. La trasposizione a se stesso dell’azione dell’adulto, che il piccolo compie, non può negarsi che sia un’operazione mentale, anche se semplicissima. Ma -come dicevo- parlando di “qualcosa di diverso”, non intendevo alludere a simili esempi, bensì alla possibilità di riscontrare in alcuni animali accenni di contatti “conoscitivi” con la realtà che li circonda, non dipendenti dal loro sistema sensoriale, anzi, aggiungerei, neppure mediati da esso.
Uno abbastanza diffuso, che ho avuto anche spesso occasione di costatare personalmente, è la percezione diretta dell’intenzione di chi hanno di fronte, ossia dell’atteggiamento mentale amichevole o aggressivo dello stesso, anche se di tali fatti mentali non appare alcuna manifestazione percepibile dal sensorio. Un uomo che odia e teme i cani non ha alcuna differenza avvertibile, a venti metri di distanza, coi sensi di un cane (fornito peraltro di una vista non eccellente), rispetto ad un uomo che prova per i cani simpatia e fiducia. Eppure, è fuor di dubbio che il cane percepisce subito l’atteggiamento emotivo dell’uomo che appena intravede, e si comporta di conseguenza. I materialisti fanatici parlano di un “odore” della paura, presuntamente emesso dalla pelle dell’uomo, che lo sviluppatissimo odorato del cane percepirebbe subito e sarebbe per lui “contagioso”, inducendolo alla fuga, o magari all’aggressione (per legittima difesa putativa – direbbe un giurista). Ma non abbiamo mai considerato seria tale ipotesi, del tutto priva di riscontri, sia perché la supposta secrezione umorale da parte dell’uomo, quand’anche vi fosse, non potrebbe essere certamente fulminea, sia perché un odore, per propagarsi nell’aria a distanza, abbisogna di un certo tempo se l’aria è ferma, e se emesso sottovento non perviene affatto.
No: non è coi propri sensi, per quanto acuti, che certi animali “sentono” l’ostilità o meno di uno sconosciuto. Come vecchio “sub” ho innumerevoli volte costatato come pesci e Cefalopodi si lascino tranquillamente avvicinare per osservarli, ma se si punta verso di loro il fucile (del quale ignorano certamente la potenzialità offensiva), si affrettano a mettersi in salvo, avvertendo l’intenzione predatoria. Esempi del genere potrei citare in gran numero, rischiando di tediare il lettore non particolarmente curioso di etologia, anche tra animali tutt’altro che dotati di particolare perspicacia. Molto noto e studiato, tra gli zoologhi, il caso di quei Silvidi (come la Capinera), che, pur essendo uccelli diurni, migrano verso le loro zone africane di svernamento soltanto di notte, perché conoscono il momento di migrare e la direzione esatta da prendere soltanto dalle stelle, al punto che, collocando gli uccellini in un planetario e mostrando loro il cielo italiano d’ottobre, si dirigono con sicurezza a sudovest, e facendo apparire invece il cielo africano di maggio, partono verso nordest.
Voglio limitarmi alla costatazione che, pur non essendo essi forniti di “ragione” in senso proprio, anche gli animali possono possedere una fonte di informazione diversa dai sensi fisici.
E l’Uomo, in cui l’intelletto ha tale meravigliosa estensione da rendere per lui addirittura secondaria la piena efficienza delle qualità “fisiche” ( quanti nostri simili sono stati “grandi”, pur essendo ciechi, sordi, gobbi o paralitici ?) dovrebbe invece essere rigorosamente limitato dai sillogismi impiantati sulla “osservazione”? Dovrebbe ignorare ogni sapere che non abbia origine nei sensi, negare ogni realtà che non si possa vedere , toccare , misurare, recludersi volontariamente nel muro di un carcere, dalle cui torrette vigila, arcigna, la “scienza”, a scanso di evasioni ?
Eppure, è proprio quello che è accaduto, tanto più quanto si affermava la dittatura della famosa RAGIONE !
E’ dunque essa , come affermano certi irrazionalisti, non un pregio ma una maledizione ? E’ dunque necessario metterla a tacere con l’ebbrezza, con le droghe, con l’abbandono agli impulsi inconsapevoli e incontrollati ?
O tali espedienti altro effetto non sortiscono che quello di portare l’Uomo al disotto, anziché al disopra degli altri esseri viventi ?
No. Ben altra è la via della salvezza. Anche la ragione umana è “naturale”. E , come tutto ciò che è naturale, essa può perfettamente inserirsi nella suprema armonia che regola l’intero universo. Non è colpa della ragione in sé, se l’Uomo è diventato non il re, ma il nemico del creato. Non è per un difetto della ragione se la specie umana è dedita al quotidiano suicidio e alla sistematica auto-degradazione, con un ebete sorriso sulle labbra. E’ per l’uso improprio che se n’è voluto fare. Ci si perdoni il paragone irriverente, ma se uno vuol mangiare la minestra con la forchetta, non è colpa della forchetta se non riesce a portare il brodo alla bocca. La colpa è sua, che non usa il cucchiaio, che pure è lì accanto. Sembra incredibile, ma l’immane tragedia che travaglia l’umanità (e tutto ciò che con essa ha contatto) dipende da uno sbaglio stupido del genere: aver fatto della ragione un uso improprio. Con l’aggravante, si badi, di essere stata ammonita per millenni, da innumeri voci di saggezza e sotto tutti i cieli, sui tremendi pericoli che quell’uso improprio comporta.
Anche se la ragione logica è un mezzo meraviglioso, che solo agli uomini è dato, essa appartiene pur sempre all’ordine dei mezzi. Non può quindi servire, da sola, a indicare i fini, come il timone è uno strumento per dirigere l’imbarcazione, ma non si può pretendere dal timone che ci dica in che direzione andare. La “scelta” va fatta ad altro livello, anche se a nulla servirebbe aver bene scelto la rotta se non ci fosse il timone a permetterci di seguirla. Bussola e timone sono quindi necessariamente complementari. Il paragone è misero, ma ci sembra esprima con sufficiente approssimazione il rapporto che deve sussistere tra la ragione, capace di elaborare l’esperienza sensoriale e di giovarsi di quella altrui, e quel nostro superiore attributo spirituale che ci guida a integrarci con la suprema armonia che regola il cosmo, ossia ci apre la via di Dio. E’ una luce che non abbisogna di occhi, una musica a cui non servono orecchie, perché non à da fuori che ci perviene ma dal più profondo della nostra essenza, che non può attingersi con acquisizioni ma solo con purificazione. Ed è a quella che tendono riti e pratiche religiose, da tempi assai più remoti di quelli che una paleontologia fondata solo sui “manufatti” ci permette di calcolare. E’ quello il compito arduo che attende oggi chi intenda, caparbiamente, operare per la rinascita.
Perché, illudendosi di liberarsi da ogni guida sovra-razionale e di “fare da sé”, il che equivalse a ignorare i propri limiti, la preziosa ragione ebbe la sorte che hanno, in un organismo, le cellule neoplastiche maligne: sviluppi mostruosi apportatori di morte. Anche un carcinoma, a suo modo, “progredisce”, ma il suo aumento di estensione e di “potenza” non giova certo all’organismo: finisce col distruggerlo. Nel caso della ragione, il suo sviluppo senza regola ad altro non poteva condurre che a quello strapotere dei mezzi-senza-fine detto “tecnologia”, che nella sua crescita esponenziale, oltre a mortificare e condizionare l’Uomo, ha adibito i suoi marchingegni per spegnere in lui ogni ribellione. Ciò rende il compito di cui sopra si diceva ancor più arduo, non si dubita.
Per quanto ci consta, mai nella storia umana vi fu profeta o demiurgo che abbia voluto “redimere” un popolo ridotto nelle condizioni di fatiscenza mentale in cui versa l’uomo moderno.
Ma questa, per chi sia rimasto fedele alla divina natura che è in lui, non è una scusa per l’inerzia e la rinunzia, se pure ciò appaia … ragionevole. Abbandonarsi al pessimismo passivo e cercare l’”evasione” pur che sia, non è che il risultato dell’”uso improprio” di cui sopra si diceva.
Fonte: rinascita.info

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati

Benzina: sale stacco prezzi con Ue

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

Sulla scia dei rincari messi a segno nei giorni scorsi da benzina e gasolio sale il divario dei prezzi dei carburanti rispetto alle media Ue. Lo ’stacco Italia’ sfiora i 4 cent al litro nel confronto con i paesi dell’area euro. Se si allarga il raffronto ai 27 Paesi Ue, il divario supera i 4 cent al litro per il diesel e si avvicina a 5 per la verde. Emerge dai dati del ministero dello Sviluppo economico aggiornati al 14 luglio sui prezzi medi industriali dei carburanti.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati

A Caserta scoperta truffa da 37 mln di euro

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

La GdF ha scoperto una truffa da 37 mln di euro attuata dalla società di Caserta ‘Le calorie’ di Caserta, operante nel settore rifiuti. La finanza ha inoltre segnalato alla Procura 26 persone fisiche e 2 giuridiche. La truffa è stata realizzata con indebite percezioni di contributi statali e comunitari attraverso false sovrafatturazioni, operazioni intragruppo e false fatturazioni per cessioni di brevetti a società Usa connesse all’attività della società ‘Le Calorie’.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: , | Commenti disabilitati

Mezzogiorno: Sud arretra, giù Pil, consumi e investimenti

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

Arretra l’economia del Mezzogiorno, che perde terreno anche nei confronti del resto del Paese. Lo rileva il rapporto Svimez 2008. Il Sud per il 6/o anno consecutivo segna una crescita più bassa rispetto al centro-nord (0,7% contro l’1,7%). Gli investimenti rallentano e i consumi sono stagnanti, con la spesa delle famiglie a +0,8%, contro l’1,5% degli altri italiani. Inoltre il 51% delle famiglie monoreddito sono a rischio povertà, e nel 2007 l’occupazione e’ stata a crescita zero.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati

Droga: operazione Cc ‘carpe diem’, 35 arresti e perquisizioni

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

I carabinieri di Pescara stanno eseguendo 35 ordinanze di custodia cautelare, 50 perquisizioni domiciliari e sequestri di immobili. I reati contestati sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti ed usura. L’operazione ‘carpe diem’, in corso in Abruzzo, Molise, Marche, Campania, Lombardia, Veneto e Toscana, ha sgominato un’organizzazione di trafficanti di droga dopo un’indagine durata 2 anni contro un sodalizio criminoso di albanesi e rom.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati

Rifiuti: sequestrati siti abusivi clan Casalesi, 20 indagati

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

Polizia e Guardia di Finanza hanno sequestrato numerose discariche abusive di rifiuti gestiti dal clan camorristico dei Casalesi. I siti, nei quali sono stati sversati rifiuti tossici e nocivi, sono stati individuati fra le province di Caserta e Napoli. Nell’operazione risultano indagate una ventina di persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati

SOS INCENDI, RISCHIO ROGHI IN 17 AREE DOC

Pubblicato da lsmessina su Luglio 18, 2008

Dopo il 2007, vero e proprio “annus horribilis” per le foreste, il 2008 dovrà passare alla storia come l’ anno “X” per la prevenzione degli incendi. E’ questo l’auspicio del Wwf, che ha presentato i dati del dossier “Incendiometro 2008″. Obiettivo fondamentale per l’ associazione ambientalista è quello di uscire dalla gestione commissariale per imparare a gestire e governare l’ordinario. Nel 2007 sono andati in fumo oltre 227.729 ettari di superficie, di cui 116.602 boscati (il 27% dei quali ricadenti in aree protette), per un danno economico di oltre 640 milioni di euro considerando solo i boschi. A rischio la biodiversità made in Italy: 17 le perle più a rischio incendi. Sul fronte delle cause, il dolo, nel 2007, ha inciso per il 65% sul totale roghi.
Ecco la fotografia scattata dal Wwf:
LE SPECIE PIU’ COLPITE:
Nelle 17 aree a rischio segnalate dal Wwf vivono specie preziose particolarmente vulnerabili nel periodo estivo agli incendi spesso perché coincidente col periodo riproduttivo. Tra queste ci sono anfibi come la Rana di Lataste e la Salamandra pezzata appenninica; rettili tra cui la Lucertola delle Eolie e la Testuggine di Hermann. Tra i mammiferi il Quercino sardo, il Capriolo italiano, il Gatto selvatico e la Martora. E’ stato calcolato che un incendio distruttivo di un ettaro di pineta può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti.
UN PATRIMONIO IN FUMO: I benefici apportati dalle foreste in termini di servizi naturali offerte è immenso e va dalla regolazione dell’atmosfera e del clima, alla protezione da inondazioni, siccità, frane, dissesto idrogeologico, oltre ai benefici che derivano dal valore estetico, ricreativo e turistico. In uno studio condotto dal Wwf Spagna, si è calcolato che il danno economico causato dagli incendi forestali corrisponde a 5.500 euro per ettaro di bosco incendiato, senza considerare i danni permanenti e il valore delle specie animali e vegetali distrutte. Considerando questi valori, nel 2007 il nostro Paese ha letteralmente bruciato oltre 640 milioni di euro, solo per gli incendi boschivi, e un valore forse equivalente per gli altri 111.000 ettari andati in fumo di ambienti non forestali. Una perdita immane, considerato anche che occorrono circa 100 anni a un bosco di latifoglie, come le faggete e quercete, per ricrescere, mentre ‘bastano’ alcune decine alla macchia mediterranea.
CLIMA, USO DEL SUOLO E LA MANO DELL’UOMO: Il rischio incendio é determinato soprattutto dal clima secco, l’uso del suolo e dunque le caratteristiche della vegetazione e la topografia. In un territorio montano, infatti, l’incendio avrà più probabilità a diffondersi rapidamente rispetto alla pianura. Ma la piaga è quasi sempre da ricondurre all’ ‘opera dell’uomò e non al fenomeno dell’autocombustione, rarissimo (appena lo 0,6-0,7 % del totale) e quindi irrilevante nel nostro paese. Gli incendi dolosi sono aumentati nel 2007: dal 59,9% al 65% del totale, un fenomeno preoccupante perché gli incendi boschivi dolosi sono stati ben 7.000.
MODELLI VIRTUOSI DI PREVENZIONE:
Nella lotta contro gli incendi boschivi il Wwf ha evidenziato due modelli virtuosi di prevenzione. Il primo è quello messo in atto dalla Provincia di Macerata, che in soli 5 anni, dal 2000 al 2005, ha visto passare la superficie di bosco incendiato da 452 ettari a soli 52. Il Piano ha un’altra particolarità: è estremamente efficace dal punto di vista economico, costando appena 66.000 euro per il controllo di 215.000 ettari di superficie coinvolta. L’altro modello è quello avviato dal Parco del Pollino, l’anno scorso tra i più colpiti in assoluto, con 6.959 ettari di cui 2.952 di bosco, sono andati in fumo nel 2007. Per prevenire una nuova emergenza l’Ente Parco guidato da Domenico Pappaterra si è dotato, primo parco nazionale ad averlo fatto, di un Piano Annuale per la programmazione delle Attività di Previsione, Prevenzione e Lotta Attiva contro gli Incedi Boschivi.

Pubblicato su 1 | Contrassegnato da tag: | Commenti disabilitati