Il blog dei Giovani Camerati

“Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere”

Archivio per 29 Luglio 2008

ASSALITA DA ZECCHE SU TRAGHETTO: TURISTA PRESENTA ESPOSTO

Pubblicato da lsmessina su Luglio 29, 2008

Ha passato un’altra notte “tra gli incubi” e poi questa mattina è andata alla stazione di Polizia di Olbia, dove ha presentato un esposto raccontando il suo risveglio su una poltrona di prima classe ricoperta dalle zecche.
Cristina Sassudelli pensava di partire per le vacanze e invece è “decisamente più stressata di prima” dopo la brutta avventura che le è capitata su un traghetto della Tirrenia.
La compagnia di navigazione l’ha contattata per presentare le sue scuse, ma non sarà facile per lei dimenticare un’esperienza del genere: “Domenica torno a Bergamo e farò un’altra serie di esami – racconta – Avrei un’altra settimana di vacanza ma ora ho paura e non voglio ripartire con questo incubo”.
A Bergamo il suo avvocato, Sandro Andreotti, aspetta di vedere l’esito degli esami “e poi formalizzaremo una richiesta danni alla Tirrenia. Vediamo quali iniziative intraprendere – spiega il legale – perché oltre all’evidente danno morale, dobbiamo valutare anche il danno fisico. E speriamo non emerga nulla”.

TIRRENIA, NAVE DISINFESTATA E IN SERVIZIO

Dopo aver ricevuto il via libera dalla Sanita’ Marittima di Genova, sta proseguendo il suo servizio tra Olbia e il capoluogo ligure la nave Bithia della Tirrenia, sulla quale una passeggera si e’ svegliata coperta dalle zecche sabato scorso. La Tirrenia ha precisato che la zona di prima classe dove si e’ verificato l’episodio ”e’ stata immediatamente chiusa al pubblico ed e’ stata avviata una disinfestazione locale supplementare che si concludera’ il 31 luglio”. Il traghetto era rimasto fermo dal 5 al 9 luglio per la disinfestazione mensile affidata a una societa’ specializzata del settore che sta quindi ripetendo l’operazione.
”L’evento verificatosi sabato 26 luglio e’ da ritenersi un fatto isolato – prosegue il comunicato della Tirrenia -, probabilmente dovuto allo stazionamento, nell’area riservata ai passeggeri di prima classe, di un cane di piccola taglia, a seguito di un passeggero che non ha correttamente depositato l’animale negli appositi alloggi”. ”Ribadiamo il nostro rammarico per l’accaduto – ha spiegato Lorenzo Muralli, direttore Affari Generali della Tirrenia – ma e’ stato davvero un caso unico e posso garantire che le nostre navi vengono controllate tutti i mesi. Abbiamo subito chiuso ermeticamente la zona, facendo alloggiare in cabina chi era salito a Olbia con il biglietto di prima classe. La signora ha ricevuto tutta l’assistenza necessaria, le zecche c’erano ma non e’ stata punta e speriamo che ora sia tutto a posto”.

ASS. VOGLIO VIVERE, ‘ZECCHE FANTASMA’
“Zecche fantasma” o meglio “zecche di seria A e zecche di serie B”. E’ l’assunto da cui parte Anna Massone, presidente dell’Associazione “Voglio vivere”, per polemizzare sulla disparità di trattamento da parte dei mezzi di informazione per vicende simili. “Una passeggera del traghetto Tirrenia in viaggio da Genova ad Olbia dice di essersi svegliata ricoperta di zecche. Pare ci fosse un nido nella sua poltrona, però delle zecche non ne è rimasta traccia, nemmeno un campione da far analizzare per la presenza di malattie trasmissibili all’uomo – osserva l’Associazione -. Inoltre, la passeggera che dice di essersi svegliata per il prurito, ritrovandosi ricoperta di zecche dalla punta dei capelli alle dita dei piedi, non presenta alcuna traccia di puntura.
Conclusione: le zecche sono assolte per non aver commesso il fatto oppure perché, se anche erano presenti in quella poltrona, non vi è più alcuna prova della loro esistenza a bordo”. “Anche la nostra associazione si è occupata di zecche a bordo di mezzi di trasporto ed in particolare dei treni”,aggiunge Anna Massone, ricordando il caso di una ragazza in viaggio da Napoli a Genova “completamente ricoperta da zecche e visibilmente segnata da centinaia di punture su mani, viso, collo, schiena e gambe”. Incidente denunciato alle autorità e su cui sono in corso indagini, ma di cui “non è nemmeno l’ombra di una notizia a livello nazionale, ma solo locale”. “Che ci siano passeggeri di prima e seconda classe è certo – conclude Massone – ma ora sappiamo che ci sono anche zecche fantasma che fanno notizia e zecche normali di cui nessuno parla”.

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Ancora morti nel Canale di Sicilia

Pubblicato da lsmessina su Luglio 29, 2008

Nel Canale di Sicilia si e’ consumata l’ennesima tragedia dell’immigrazione. Nel naufragio di una ”carretta” del mare sarebbero annegati alcuni extracomunitari ed altri risulterebbero dispersi.
Il naufragio sarebbe avvenuto a circa 150 miglia a Sud est di Lampedusa, in acque libiche. Due motopesca italiani, l’Aries e il Victoria, hanno recuperato rispettivamente 17 e 4 immigrati, mentre almeno sette clandestini sarebbero morti.
Gli equipaggi dei due motopesca hanno confermato via radio di avere visto alcuni cadaveri ma di non esser riusciti a recuperarli.
“Erano in 28, su una imbarcazione di pochi metri che si è rovesciata nel tentativo di avvicinarsi al Victoria. I nostri colleghi hanno subito tratto in salvo 17 immigrati, noi siano riusciti a recuperarne altri quattro. Le vittime, dunque, sarebbero sette”.
A tirare il bilancio dell’ennesima tragedia avvenuta nel canale di Sicilia è Angelo Giacalone, comandante del motopesca mazarese Arias I, raggiunto via radio dall’ANSA. L’Arias I, dopo avere ricevuto via radio l’allarme lanciato dal comandante dell’altro peschereccio mazarese, il Victoria, è subito intervenuto per prestare soccorso ai naufraghi.
“Abbiamo visto anche dei cadaveri galleggiare – spiega il capitano, che ha sette uomini di equipaggio – ma non eravamo attrezzati per riuscire a ripescarli. E poi dovevamo pensare ai superstiti”. Giacalone spiega che sono tutti giovani, tra i 20 e i 25 anni, e che non parlano inglese né francese: “Sono molto provati – dice – ci hanno fatto capire a gesti di avere fame e sete.
Secondo me erano in mare da molto tempo su quello che può definirsi solo un ‘guscio’ in vetroresina”. I due pescherecci stanno adesso facendo rotta verso Lampedusa dove al largo dell’isola, saranno raggiunti da alcune motovedette che imbarcheranno i naufraghi.

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