Il blog dei Giovani Camerati

“Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere”

Libri consigliati

“Il Libro Nero del Comunismo”

Autore: Stéphane Courtois, Nicolas Werth, Jean-Louis Panné, Andrzej Pazckowski, Karel Bartosek, Jean-Louis Margolin
Edizioni: Mondadori

Dalla rivoluzione bolscevica alla dittatura sanguinaria durata oltre mezzo secolo. Perchè non si è fatto nulla? Un’attenta e dettagliata analisi della macchina infernale del comunismo in tutti i paesi dove si è instaurato con le relative statistiche dei decessi, degli internati, dei dimenticati. Gli autori spiegano perchè si è legittimato tutto questo inferno e non si è fatto mai nulla per evitatare questa tragedia di proporzioni gigantesche.

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“Buio a mezzogiorno”

Autore: Arthur Koestler
Edizioni: Mondadori

Nicolaj Salmanovic Rubasciov è un commissario politico dell’Unione Sovietica durante la dittatura di Stalin. Il suo compito è quello di scoprire e interrogare gli avversari del regime comunista attraverso tremende e indicibili torture. Un giorno però Rubasciov cade in disgrazia e sarà lui a subire tutti gli aberranti trattamenti a cui sottoponeva le sue vittime.

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“I racconti della Kolyma”

Autore: Varlam Salamov
Edizioni: Adelphi

Salamov (1907-1982) studiò diritto all’università di Mosca, ma la sua vocazione era la letteratura. Negli anni Trenta il regime staliniano lo condannò, per motivi a dir poco impalpabili e pretestuosi, ai lavori forzati nelle miniere della Kolyma, in Siberia. La Kolyma è in realtà una grande industria sovietica, dove i detenuti lavorano come schiavi, senza diritti e senza retribuzione. Salamov riuscì a sopravvivere, seguendo i corsi da infermiere, aiutato da un medico detenuto, A. M. Pantjuchov. La pubblicazione di questi racconti fu, anche in anni recenti, tribolata e ostacolata con ogni mezzo. In essi, con grande forza espressiva, Salamov sa renderci la durezza dei lager e delle prigioni sovietiche, le umiliazioni, le botte, la fame, la vita elementare a cui erano costretti i prigionieri.

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“Arcipelago Gulag”

Autore: Aleksandr Solzenicyn
Edizioni: Oscar Mondadori

L’”arcipelago Gulag”, l’ampia e fitta rete di campi di concentramento sovietici, è affiorato alla coscienza del mondo solo nel 1973, con la pubblicazione del romanzo autobiografico di Aleksandr Solzenicyn. Da allora, e in particolare dopo il crollo dell’Unione Sovietica, documenti a lungo tenuti nascosti hanno gettato nuova luce sul ruolo svolto dal Gulag: oltra a essere lo strumento repressivo di ogni forma di opposizione politica e sociale, esso fu l’arma segreta di Stalin, che fece del lavoro coatto la base dell’industrializzazione del paese. In questo libro Anne Applebaum ricostruisce il sistema sovietico dei campi, dalla sua nascita subito dopo la Rivoluzione d’ottobre al suo smantellamento negli anni Ottanta.

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“Appunti per un libro nero del comunismo italiano”

Autori: Armando De Simone – Vincenzo Nardiello
Edizioni: Controcorrente

Quell’oblio mortificante sulle stragi rosse. Per non dimenticare quelli che vengono considerati gli errori di Togliatti e di quanti altri come lui sono stati giovani comunisti stalinisti.Già, nell’Unione Sovietica era stato costruito il migliore dei mondi possibili. Sull’Unità era impossibile leggere una critica piccola, piccolissima al Paese del socialismo. A Mosca tutto era perfetto. Eppure, si sapeva tutto, dei gulag e di quanto altro ha combinato Stalin. E quando ci si trovava di fronte alla linguistica di Stalin, i comunisti italiani parlavano con vaghezza di infallibilità. Nonostante il Ritorno dall’Urss di André Gide era stato scritto. Così come Buio a mezzogiorno di Koestler era stato anche tradotto, letto e discusso abbondantemente. Ma probabilmente non furono compresi. Poi, la svolta di quanti hanno riformulato il loro rapporto con il comunismo e con lo stalinismo e sono andati avanti per la loro strada, dentro o fuori il Pci, ed oggi non si danno pace. Tormentati da ombre e fantasmi.

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“La morte rossa” – Storie di italiani vittime del comunismo

Autore: Fertilio Dario
Editore: Marsilio

Qual è la verità sui genocidi comunisti nella storia del Novecento? Quale prezzo hanno pagato gli italiani? Venti racconti in cui criminali e persone perbene, figli della buona società e disperati, sadici e idealisti, avventurieri e vittime incolpevoli, uomini cinici e donne innamorate, sono tutti travolti dalla carovana assurda del Terrore Rosso. Ogni storia è ambientata in un luogo differente, per ognuna bisogna aspettarsi un colpo di scena, una rivelazione drammatica, una soluzione aperta. Di tanto in tanto, si fa sentire la voce dell’autore: a ricordare che i tempi sono spietati e la resa dei conti arriva per tutti.

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“Il Triangolo della Morte” – La politica della strage in Emilia durante e dopo la guerra civile

Autori: Giorgio e Paolo Pisanò
Edizioni: Mursia.

Nel marzo del 1991, in seguito a una segnalazione anonima, è stata scoperta a Campagnola (Reggio Emilia) una delle tante fosse comuni scavate dai partigiani comunisti nell’Italia del nord alla metà degli anni quaranta e riempite con i resti di persone assassinate prima o dopo la fine della guerra. Quel ritrovamento, grazie anche al processo di revisione storica e culturale innescato dal crollo del comunismo su scala mondiale, ha riaperto in Italia la questione (mai affrontata fino in fondo perché coperta dal mito della Resistenza) degli italiani uccisi durante e dopo la guerra civile e del rapporto fra quelle stragi e la Resistenza in Italia.

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“Il sangue dei vinti”

Autore: Giampaolo Pansa

Edizioni: Sperling Paperback

Un libro che ha scatenato polemiche, dibattiti e riflessioni su un tema ancora scottante: la resa dei conti imposta dopo il 25 aprile 1945 ai fascisti sconfitti. Un argomento proibito per gran parte della storiografia dei vincitori, che Giampaolo Pansa affronta come sinora nessuno aveva fatto. Aiutato da una vasta documentazione, ricostruisce nei dettagli decine di eccidi e centinaia di omicidi, compiuti per vendetta, per punizione, per fanatismo politico e per odio i classe. un bagno di sangue che coinvolse l’ Italia del nord fino a tutto il 1946 e in qualche caso anche più in là nel tempo, dove le vittime non erano sicuramente tutti criminali di guerra da punire con la morte. In pagine emozionanti, Pansa squarcia finalmente la cortina di silenzio sull’ altra faccia della guerra civile, offrendo una nuova testimonianza della sua onestà di narratore.

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“Prigionieri del silenzio”

Autore: Giampaolo Pansa

Edizioni: Sperling Paperback

Prigionieri del silenzio, ma anche dei gulag e delle carceri politiche del maresciallo Tito, in Jugoslavia. Le vittime erano tutti comunisti, come chi li imprigionava e li vessava. Giampaolo Pansa ricostruisce la vita di uno di loro con puntiglio e partecipazione. Emblematica e nello stesso tempo tragica, la storia del sardo Andre Scano ricalca quella di molti uomini generosi che, come lui, si batterono contro il fascismo e il nazismo ma, dopo la “Liberazione”, furono colpiti con durezza proprio dal regime che, insieme all’ Urss, consideravano il più vicino. Nel caso di Scano, l’ accusa di aver nascosto armi per la tanto sospirata rivoluzione innescò una spirale perversa, che lo condusse a scontare anni di deportazione e torture all’Isola Calva, il più famigerato tra i lager di Tito. Scampato a quell’ orrore e rientrato in Italia, per ordine del PCI, fu costretto a tacere sulle sofferenze patite, per il resto dei suoi anni fino alla morte. Un racconto duro e drammatico, che – come molti dei libri di Pansa – apre una porta rimasta chiusa per troppo tempo su pagine oscure e ambigue della nostra storia recente.